Martina Grasselli e Coliac, un gioiello che nasce da una storia

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La bellezza è il guardare qualcosa e rimanere senza fiato….è tutto ciò che mi commuove”.

Cari amici oggi per la nostra rubrica intervisteremo una persona davvero speciale, dotata di un grande carisma, intraprendenza e voglia di successo!

Vi presento Martina Grasselli la designer e creatrice del marchio Coliac.

Intervistando Martina mi è sembrato di rivedere in Lei un personaggio della saga della Isabelle Allende, dove le donne sono protagoniste assolute e relegano gli uomini a compagni di vita, sono loro a decidere le sorti di una famiglia, anzi di una intera storia familiare. Capirete il perché leggendo.

Martina nasce a Reggio Emilia dove frequenta l’istituto d’arte con indirizzo Arredamento-architettura, “l‘arte è la fonte continua e costante di ogni mia ricerca e di ogni mia ispirazione”.

La creatività e l’arte sono sin da bambina quasi un chiodo fisso, infatti ci confessa che sognava di fare la pittrice o “comunque qualcosa sempre legato all’arte ma soprattutto qualcosa che mi desse la possibilità di esprimermi e di essere autonoma….avevo già le idee molto chiare oltre che essere irrequieta e testarda”.

Dopo il diploma prova il corso dell’Accademia di Belle arti di Bologna, ma dopo un anno si trasferisce a Milano e frequenta La NABA, la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano seguendo il corso di Fashion and Textile Design. “Mi sono laureata nel 2006 e tre mesi dopo tutto è cominciato”.

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Inizia con uno stage, che subito dopo si rivela il suo lavoro, come assistente per la linea accessori di Stella Mc Cartney. Collabora con  Angelo Figus, prendendo parte anche alla realizzazione dello spazio Tendenze della fiera Pitti Filati per diverse edizioni. Contemporaneamente segue, per la parte accessori, piccola pelletteria e bijoux, alcuni marchi come Breil Milano, Jean Paul Gaultier, Christian Louboutin, Seventy, High fino a quando nel 2009 inizia l’avventura COLIAC. A parte Coliac e alcune altre consulenze, ho una cattedra nel corso di Fashion sia alla Naba che allo Iuav di Venezia.

Martina mi descrivi la giornata di una designer di gioielli?

“Mi sveglio presto, amo vivere la giornata e amo la luce…..faccio colazione con caffè latte e fette biscottate e leggo il promemoria di quello che ce da fare durante la giornata  scritto la sera prima…programmo tutto in modo molto preciso e puntuale e lascio poche cose al caso….(ovviamente mi lavo….), mando mail ed esco…vado in giro per i fornitori e laboratori, passo in ufficio stampa ecc….insomma mi dedico alla collezione e ai vari progetti che porto avanti…sono sempre al telefono….la sera esco con gli amici oppure mi butto a letto a guardare un film…oppure occupo le nottate a fare ricerca di immagini su internet o sfogliando libri”.

Martina adora gli animali  e di dice sorridendo “nei vari piani A, B, C, dei miei programmi vorrei aprire un negozio di toelettatura”!

Collezioni qualcosa?

Vengo da una famiglia di collezionisti e amanti del bello,.persone che accumulano oggetti non solo di valore. Il mio principale hobby e girare i mercatini + disparati e sporchi alla ricerca di vecchi oggetti, modernariato, pezzi kitsch, vintage, libri,.colleziono Madonne, acquasantiere, scatole di latta antiche, specchi e cornici vecchi…ora sto iniziando anche ad accumulare consolle e mobili in cinz anni ’50…bruttissimi”.

Mi spieghi perché è nato Coliac?

Coliac è la mia creatura. Ho scelto di lavorare ad un mio personale progetto sia per potermi esprimere liberamente e confrontarmi  con qualcosa di nuovo e avventuroso, sia perché dopo varie esperienze sul campo, ho trovato difficile sentirmi libera di poter creare qualcosa di nuovo senza subire i limiti mentali e soprattutto commerciali che le aziende solitamente ti  impongono”.

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Cosa ti piace del tuo attuale lavoro.

“La ricerca che precede ogni collezione, film,  libri,  mostre, viaggi, confrontarsi con materiali, lavorazioni sempre nuove e riuscire quindi sempre a stupirsi…è uno studio costante di tutto, ed è veramente stimolante….quello che non mi piace è la velocità con cui si devono presentare le collezioni, l’affanno che ogni volta ne consegue e soprattutto mi dispiace che oggi più che mail il metro di giudizio è condizionato  sempre e comunque  dal  guadagno. si è persa un pò di poesia e le persone non hanno più tanta pazienza”.

C’è una persona della tua famiglia a cui sei particolarmente affezionata?

Si. Sono legatissima ai miei nonni, in particolare a mia nonna Adelaide Coliac che mi raccontava vecchie storie legate alla sua infanzia. Faceva parte di una ricca famiglia pugliese di origini francesi, composta prevalentemente da donne….ed è per questo che ho voluto chiamare il mio marchio Coliac per poter, anche solo idealmente, dare continuità a questa famiglia, dedicando il mio progetto alle donne che ne hanno fatto parte”.

Quale donna del passato ti piacerebbe essere?

Sono Coco Chanel, Pegghy Guggheneim, Frida Khalo, Vera Modigliani, Sonya Delunay. Però se dovessi scegliere sarei sicuramente una donna degli anni ’20/’30”.

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Qual è l’insegnamento familiare che utilizzi nella vita di ogni giorno?

Sembrerà banale. Ma credere sempre nelle proprie capacità e cercare di esaudire sempre i propri desideri cercando di non lasciarsi abbattere. Mi serve molto nei momenti di sconforto”.

Che posto occupa nella tua vita l’amicizia.

un bene irrinunciabile”.

Qual è la città in cui ti vorresti vivere?

Sinceramente non lo so. Avendo una natura inquieta e malinconica non sono mai contenta e quindi ho sempre voglia di scappare. vvivo temporaneamente da 10 anni a Milano, vorrei vivere a Londra, a Parigi, a Roma tornare a Reggio  Emilia. Giuro non sento di appartenere a nessun posto, vivo degli innamoramenti brevi che poi si assopiscono”.

Cos’è per te l’eleganza?

“E’ l’obbiettivo che cerco e perseguo ogni volta che creo una nuova collezione”.

Qual è il capo o accessorio fondamentale per un uomo e per una donna?

Per la donna sicuramente un gioiello e una borsa….vestono la figura e parlano di lei. Un accessorio non inganna, non si riesce a mistificare a differenza secondo me di un capo di abbigliamento. Per l’uomo guanti e cappello”.

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Cosa non sopporti in un uomo e in una donna?

Nella donna non sopporto l’invidia e il dover sempre apparire per dimostrare chissà che cosa, quindi forse direi l’insicurezza. In un uomo non sopporto l’indecisione, l’arroganza, il poco coraggio, il non voler dimostrare le proprie debolezze”.

Domanda quasi scontata, ma il tuo rapporto con la moda?

Ho un rapporto di competizione perché ci lavoro, di passione e struggimento quando vedo cose che vorrei aver creato io, di sofferenza se qualcosa non va, è un rapporto comunque sentimentale e molto intimo”.

Eccoci alla fine Martina, sarà scontato ma poichè i sogni li abbiamo tutti mi dici il tuo? Anche se posso immaginare la risposta.

Il mio sogno è far crescere Coliac, farlo diventare un marchio di accessori consolidato ed importante sul mercato. Inoltre vorrei disegnare la linea di Bijoux di marchi come Lanvin o Chanel”.

Cara Martina hai tutte le qualità per farlo e ti auguriamo veramente di riuscirci, sei davvero strepitosa.


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