Per ogni corona un titolo nobiliare

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Per ogni corona un titolo nobiliare: guida su come riconoscerle

Le corone, fin dall’antichità, sono state un segno di distinzione sociale: i Greci incoronavano d’alloro i migliori poeti ed atleti, i Romani i generali vittoriosi e poi gli Imperatori. Col tempo quando la distinzione sociale significò quasi esclusivamente distinzione nobiliare, le corone rappresentarono il segno di una condizione sociale superiore. L’uso araldico della corona risale almeno al XIII secolo, quando le varie corone furono usate per timbrare uno scudo con scopi esclusivamente estetici e non rifletteva infatti la dignità sociale di chi l’adoperava.


Nei paesi cristiani, a partire dal Sacro Romano Impero, la corona simboleggia il potere conferito da Dio. Non a caso la maggior parte delle corone dei Re d’Europa sono sormontate da una croce. Solitamente, il potere ai nobili era conferito sempre da Dio, ma tramite il Re o con l’appoggio di un Principe o un Duca che garantivano protezione ad altri ranghi nobiliari. Fra il XVII e il XVIII secolo gli araldisti stabilirono una gerarchia fittizia fra le diverse corone, codificandone forma, numero e disposizione dei fioroni, delle perle, delle punte. La prova che spesso e volentieri le corone furono usate indipendentemente dalla loro presunta gerarchia, non è raro (specialmente nel XVIII secolo) trovare lo stemma di un duca timbrato da una corona di barone!


Con l’ingresso della Costituzione Repubblicana nel ’48 per effetto della XIV Disposizione transitoria, i titoli nobiliari hanno cessato di esistere. I titoli hanno il loro valore giuridico e non possono essere inclusi ne proprio nome a meno che non si sia fatta richiesta per “cognomizzare” i predicati o i luoghi d’origine.
Il mio articolo non vuole essere un trattato di araldica ma una semplice guida per distinguere una corona da una altra e capire il relativo titolo. Ricordiamoci che la corona è un ornamento fondamentale dell’araldica ed indica il grado di nobiltà e si pone isolata sopra lo scudo oppure sulla cima dell’elmo.
Le famiglie nobili usano corone d’oro, formate da un cerchio brunito o arabescato, gemmato, cordonato ai bordi e sostenente i simboli del titolo o della dignità di famiglia. Esistono, nei vari paesi, più tipi di corone a seconda dei titoli.


Regole fondamentali
La corona si dispone o sull’elmo o, in mancanza direttamente sullo scudo mentre se c’è un cimiero la corona lo circonda. Non si può portare corona e cimiero insieme senza l’elmo. Gli ecclesiastici, i Cardinali e i professi dell’Ordine di Malta non fanno uso della corona, ma del cappello o della mitria inserenti alla loro dignità. Le donne sposate possono fare uso della corona del loro consorte; le nubili, a meno di speciali concessioni, portano solo quella relativa al loro titolo personale. Le famiglie titolate italiane fregiano il loro scudo con due corone: una più grande (relativa al titolo personale di chi porta lo scudo) appoggiata al lembo superiore dello scudo e l’altra, più piccola, appoggiata all’elmo (relativa al titolo più elevato della famiglia).


Corona di Re
Si riconoscono facilmente per essere “chiuse” e come detto in precedenza per essere sormontate da una croce in alto ( per gli Stati cristiani). Le corone reali delle case regnati italiani differiscono per alcune caratteristiche.

Corona di Principe
Gli articoli 70 e 71 dell’ultimo Regolamento per la Consulta Araldica del Regno stabiliscono che: “la corona normale di Principe è sormontata da otto foglie di acanto o fioroni d’oro (cinque visibili) sostenute da punte ed alternate da otto perle (quattro visibili)” (art. 70).


Sono tollerate le corone principesche che presentano fioroni non alternati a perle, oppure bottonati al centro con una perla, o ancora con le perle sostenute da punte o che sono chiuse superiormente col velluto (dello stesso tipo del manto) come un tocco, sormontato o meno da una piccola croce o da un fiocco d’oro (detto pennello).
In base al successivo art. 72: “le famiglie decorate del titolo di Principe del Sacro Romano Impero possono portare lo speciale berettone di questa dignità”.
La corona di dignità dei Principi non è uniforme per esempio i Principi romani adottarono il cerchio con il risvolto di ermellino come quello dei Principi del S.R.I., dato che il Papa è depositario della dignità del S.R.I., mentre i Principi feudali usano la corona dei cinque fioroni, rialzata da tre semicerchi sostenenti il globo crociato e col tocco di velluto rosso. Vi sono poi le corone dei Principi Reali la cui particolare disciplina (insieme a quella delle corone della Famiglia Reale) è contenuta nel regio decreto 1° gennaio 1890.
Corona di Duca
E’ sormontata da otto fioroni d’oro di cui cinque visibili, sostenuti da punte. Sono tollerate le corone di Duca con fioroni bottonati da una perla o chiuse col velluto del manto disposto come un tocco.


Secondo l’art. 74: “sono tollerate le corone di Duca coi fioroni bottonati da una perla o chiuse col velluto del manto disposto a guisa di tocco”.
Corona di Marchese
È cimata da quattro fioroni d’oro di cui tre visibili, sostenuti da punte e alternati da dodici perle disposte tre a tre in quattro gruppi a piramide di cui due sono visibili (art. 76).

Sono tollerate le corone di Marchese con i gruppi di perle sostenuti da punte o con le perle disposte a tre per gruppo, una accanto all’altra e collocate sul margine della corona o sopra un numero corrispondente di punte ( art. 77).
Corona di Conte
E’ cimata da sedici perle di cui nove sono visibili (art. 79). Sono tollerate le corone comitali con perle sostenute da punte o cimate da quattro grosse perle (di cui tre visibili) alternate da dodici piccole perle disposte in quattro gruppi (di cui due visibili) di tre perle ciascuno, ordinate a piramide o collocate una accanto all’altra, o ancora sostenute dal cerchio o da altrettante punte.


Per quanto riguarda la corona dei Conti Palatini, quella “simile a quella dei Conti feudali rialzata di 12 punte sormontate da altrettante perle delle quali se ne vedono soltanto sette”, fu poco usata ed è caduta in totale disuso, adottandosi anche per i Conti Palatini la corona a 16 punte.
Corona di Barone
Secondo l’art. 80 è costituita da un cerchio d’oro bordato da un filo di perle che compie sei giri sulla banda (di cui solo tre sono visibili).

Sono tollerate corone baronali col tortiglio alternate sul margine del cerchio da sei grosse perle (di cui quattro visibili) oppure, senza tortiglio, cimate di dodici perle (di cui sette visibili), collocate sul margine del cerchio o sostenute da un numero corrispondente di punte.
Corona di Nobile
È cimata da otto perle di cui cinque visibili (art.82). È tollerata la corona da nobile con le perle sorrette da un numero corrispondente di punte.


Corona di Patrizio
E’ un cerchio d’oro liscio sormontato da quattro punte di lancia alternate con quattro globetti simili a perle, il tutto d’oro. Tale corona non è però più usata e per i Patrizi solitamente si utilizza una corona formata da quattro fioroni (tre visibili) alternati da altrettante perle (due visibili), cioè una corona simile a quella antica di marchese meno le dodici perle che sono sostituite da 4 soltanto.


Corona di cavaliere ereditario
È cimata da quattro perle di cui tre visibili.
Corona di Visconte
È cimata da quattro grandi perle (di cui tre sono visibili), sostenute da un numero corrispondente di punte alternate da quattro piccole perle (due visibili), oppure da due punte d’oro (art. 87).
Esistono poi corone murarie per comuni e città, protette dalle loro mura…ma quella è altra storia.


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