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Sarà protagonista il tessuto con la sua storia e creatività, un cultura del saper fare che è alla base del Made in Italy. Il progetto vuole raccontare in modo contemporaneo la grande tradizione italiana artigianale che vive “dentro” l’industria, di cui è anzi l’intelligenza e uno dei motori innovativi. Così grazie alla collaborazione con Bonotto sarà presentata a Pitti Uomo una scenografica bottega-atelier in cui Bonotto esporrà e racconterà una selezione di tessuti scelti per la loro bellezza e le loro particolarità tecnico-costruttive.

Così Giovanni Bonotto descrive i valori alla base del suo lavoro, svelando gli ingredienti del suo progetto a Pitti:
La Cultura ci fara’ ricchi. Anche se l’onorevole Tremonti dice di no. L’ultima chance della manifattura italiana: fare diventare i nuovi ricchi del mondo i primi clienti della nostra cultura, innamorati del DNA italico e del nostri modi. La Fabbrica Lenta produce ogni giorno piccoli capolavori eseguiti a regola d’arte da 200 maestri artigiani. Mestieri uccisi ieri dalla standardizzazione ma oggi rinati con il reimpiego della tecnologia meccanica del dopoguerra: l’oliatore, il follatore, la rammendina, il cardatore. La fabbrica e’ diventata la Cucina dell’ Alchimista: dalla cantina si prelevano materie primordiali e rare come il vello della pecora nera, il cardato berbero della Legion d’Etranger, il cammello albino, il cachemire Afghano di Schneider, il guanaco patagonico, la lana blu dei tuareg…E tutto si ribolle, si cucina a fuoco lento, si folla con l’acqua dura del ruscello, si affumica e poi si essica al sole. Gli ingredienti: confetture Rigoni di Asiago, caffè Illy, Amarone Masi, tabacco kentuchy del Sigaro Toscano. Fashion+Food: reinventare il contemporaneo. Buon vestito!”.

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