Vademecum per i frequentatori dei "Fuori Tutto" o svendite. Consigli utili

Molti di voi si chiederanno: ma cos’è un fuori tutto? Chiamarlo una svendita è un po riduttivo, perché quando si pensa alla svendita ci viene in mente un  negozio, con la merce ordinata e con cartellino dove viene segnalato il prezzo originario e lo sconto. Un fuori tutto invece ha una portata nettamente differente. Tutto l’invenduto, o la merce che presenta piccoli difetti, viene portata normalmente in un luogo che assomiglia ad un grande stanzone di fabbrica abbandonata. La merce il piu’ delle volte non ha mai il cartellino col prezzo originario della boutique, pertanto l’occhio esperto è in grado di fare il vero affare. Non definiamola malattia da shopping convulso, si possono fare grandi affari, è possibile acquistare un oggetto con una percentuale di sconto che non è quantificabile, ad esempio a me è capitato tempo fa di comprare un candeliere che in negozio costava euro 500,00 ed io lo acquistai per euro 25,00!!
Normalmente viene organizzato da molti marchi una volta all’anno per evitare di tenere grandi rimanenze nei depositi, perché la merce che sosta in giacenza a lungo ha dei grandi costi.
Ma davvero pensate sia facile acquistare a queste svendite? No, vi posso assicurare che si tratta di un vero e proprio lavoro, che ti fa tornare a casa distrutto.
Queste vendite sono normalmente solo su invito. Vi racconto la mia ultima esperienza per darvi delle dritte in materia.
Ricevo una settimana fa l’invito per questo fuori tutto di un famoso brand che produce accessori e mobili per la casa. Avendo una casa stracolma di oggetti opto per non andare, la mia coscienza me lo impedisce! Ma quell’invito mi guarda ogni giorno e la mia mente fantastica intorno ai nuovi affari che mi attendono. Ma che farne di altri mobili ed oggetti? Ecco che prende il sopravvento l’altra parte della mia coscienza: “devi arredare la casa al mare da affittare”. Ho trovato il valido motivo, in più mi è giunta voce che questo è l’ultimo anno che la organizzano, quindi non posso non andare. Come per tutte queste svendite il posto da raggiungere è sempre lontanissimo, in periferia e non avendo a disposizione la macchina inizia il primo problema. Faccio un giro di telefonate agli amici, ma nessuno è disponibile per quel giorno. Decido allora di prendere un taxi…ma la corsa mi costa circa 120 euro tra andata e ritorno. Impossibile spendere quella cifra quando si va in un posto per fare degli affari, è un peccato oltre che uno spreco. Eseguo una ricerca on-line e mi accorgo che il servizio di bus cittadino mi può condurre nell’agognato posto. Per essere più sicuro telefono anche al numero verde che  però mi segnala una linea di bus differente da quella di internet. Per tagliare la testa al toro mi reco quindi personalmente all’ufficio informazioni della linea di bus. Ma l’impiegato mi confonde ancora di più, mi dice addirittura che devo prendere un altro numero di bus. La scelta ora ricade su tre e non più su due linee. Scoraggiato e deluso dalle risposte vado direttamente alle relative fermate per parlare con i conducenti; chi meglio di loro mi può dare un supporto valido. Dopo circa 1 ora di sondaggi ho scelto: prendere la linea 2. Ok ci siamo!! In alcun casi certe volte è anche meglio andare da soli, perché quando porti qualche amico immancabilmente ti guarda e ti dice: “Ma che te ne devi fare? Hai già tante cose”. E li che ti aspettavo amico mio. La mia risposta è sempre la stessa: “mi serve, fatti gli affari tuoi; la vita è già fatta di tanti sacrifici e privazioni”. Oltre che scoraggiante ti domandi sempre il perché ti sei portato questo fardello al seguito, oltretutto può andare a raccontare in giro che sei uno sprecone, e soprattutto farti i conti in tasca!
Orario di apertura della svendita ore 10. Ma è normale andare almeno 40 minuti prima per metterti in coda per non essere l’ultimo ad entrare, perché chi prima entra prima si accaparra il meglio. Sveglia alle 7 per prepararmi e giungere alla fermata della linea 2 per le 8.
La fase di preparazione consiste in piccoli ma importanti segreti. Occorre portare con se delle grosse bag di plastica dove inserire la merce che ti interessa, l’importante è prenderla e metterla da parte, poi c’è tempo, fino a quando si arriva alla cassa, per decidere se acquistarla o meno. E’ divertente vedere la gente che ricontrolla la merce messa da parte e che con quasi un senso di angoscia la abbandona in un posticino nascosto, perché se ha deciso alla fine di non acquistarla farà in modo che  tu non riesca a trovarla facilmente. Si chiama teoria dell’imboscamento a danno altrui.
Normalmente all’ingresso della svendita ti danno solo un grande sacchetto che non basta mai, e che trascinerai per molte ore. Il subconscio nella fase svendita funziona in due modalità differenti: una parte, quello più avido ti dirà di comprare anche se non ti serve, perché costa poco e poi perché c’è sempre qualcuno pronto a prenderla a posto tuo ed a fare l’affare. L’altra parte, quello risparmiatore, invece ti farà lasciare, in questo giorno di “razzolamento” che può durare tante ore,  tutti gli oggetti che veramente non ti servono. L’abbigliamento è fondamentale: mai vestirsi troppo pesanti, starete in questi posti per molte ore. Vi consiglio abiti comodi, anche le scarpe meglio sportive, troverete gente che spinge, e occorre muoversi velocemente. No gioielli, no anelli, via il superfluo. Portate anche con voi dei post-it con la scritta “venduto” seguito dal vostro nome. Serve a prenotare l’oggetto e a far allontanare gli altri. Ma non sempre è efficace e repellente nei confronti dell’avidità degli altri vostri clienti.
Appena vi allontanate dall’oggetto che avete messo da parte c’è sempre un altro pronto a staccare il biglietto. Questo succede perché non tutto si può trascinare al vostro seguito, pensate ad una poltrona o ad altri oggetti pesanti, per questo molte volte è meglio andare in due; uno fa la guardia e l’altro va a caccia. Importante portare con se una bottiglina d’acqua ed una bustina di zucchero; non sono pochi i casi in cui ho assistito a scene di mancamento. Essenziale: contanti e carnet assegno. Molti non accettano il bancomat o carta di credito.
Partenza alle 8:15 con il bus che mi porterà alla svendita. Circa un’ora di viaggio, allucinante. In zone mai viste, in queste periferie che sembrano tutte uguali ed orribili. Quando qualcuno mi chiede dove abito ed io rispondo centro storico, spesso mi si dice: “Io non ci abiterei mai troppo caotico”. Mia risposta: “non ti ci costringe infatti nessuno, e poi costa molto di più”. Hanno sempre da ridire la gente, l’invidia gli fa proferire frasi di un assurdo incredibile. Ma di certo la mia lingua non resta ferma.
Il bus si ferma addirittura davanti ad una vetrina di uno strano ufficio con la scritta: “Educazione al consumo consapevole”. Ecco i primi segni che ti fanno riflettere, sembrano quasi le trombe dell’apocalisse! Ma non importa ormai il viaggio è intrapreso. Dalla fermata del bus al posto indicato nell’invito percorro circa 15 minuti a piedi. Intorno a me il deserto, solo campagna e capannoni!! Ma eccolo la, sono arrivato. Sono le ore 9:10, già c’è tanta gente in coda all’ingresso, ma a che ora saranno arrivati? Lo sapevo occorreva partire prima. Mi metto anche io in fila. Inizio a conoscere gente, a scambiare ragguagli sulle vendite degli altri anni, sulle varie tattiche utilizzate; ognuno di noi ha la sua. Tutti sono amici, parlano e sorridono fino a quando non si apre la porta d’ingresso. Quest’anno addirittura con 30 minuti in anticipo. Alle 9:30, cala il silenzio terminano i discorsi ed iniziano gli spintoni. Di merce ne esiste tanta, ma lo stesso oggetto può avere un costo differente a secondo del tipo di difetto che presenta, quindi la caccia iniziale è al prezzo più basso. Visto le passate esperienze tralascio gli scaffali dell’ingresso e mi dirigo verso i reparti di mio interesse, dove si trova il mobilio, ma ahimè non sono l’unico esperto, al mio seguito altri concorrenti. Riesco ad afferrare uno sgabellino, un carrello ed una poltrona, li metto da parte accatastati l’uno sull’altro, tutti vicini come una sorta di piccola isoletta della felicità. Ora occorre chiamare un dipendente che deve metterteli via col tuo nominativo. Questo è il grande problema. Sono pochi ed i clienti tanti, devi inseguirli o cercare di attirare la loro attenzione. In questo gioco le donne sono più avvantaggiate oltre che furbe, si vestono in modo avvenente ed è chiaro che il magazziniere andrà prima da loro e non da me. Sta di fatto che ne inseguo uno per un breve tratto e lo riesco a portare alla mia isoletta. Ma sorpresa: lo sgabello e la poltrona di vimini non ci sono più. Una Signora accanto me le ha “rubate”. Iniziano pertanto gli urli e qualche parolina da parte mia contro la ladra. Ma niente da fare non molla l’osso. Vado via urlandole: “Lei è una stronza, si tenga pure questa poltrona di m….”. Ira, rabbia e sdegno, mi sento quasi defraudato! Ma la ricerca continua. 
Alla fine riesco a mettere da parte un bel gruzzoletto e mi reco alla cassa trascinando 6 buste piene zeppe di oggetti e qualche mobile messo da parte. Due ore di coda per pagare, non è mancato anche questa volta lo svenimento di una signora per via del caldo e dell’attesa. Morale della storia rientro a casa per le 18. Ho trascorso piu’ di 8 ore al fuori tutto. Certo ho acquistato tanti oggetti a ottimi prezzi…ma non dimentichiamo che dovrò pagare anche 100 euro al trasportatore per farmeli portare a casa.
Alle ore 22 sono andato a letto stanco, distrutto, snervato pensando a quello gabellino ed alla poltroncina di vimini che non faranno mai parte del mio arredo, ami sono addormentato  augurando alla “signora ladra” che quei mobili le prendano fuoco o le si rompano presto.
Forse avrò commesso un peccato, ma è tardi non voglio pensarci,  oltretutto domani è un altro giorno!

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