Firenze 16 giugno
Negli ex locali della Ditta Bartolini, nella centralissima via dei Servi a due passi dal Duomo, in scena le “opere” di Rodarte, le sorelle Mulleavy di origine californiana.
Proprio così, perché definirli vestiti sarebbe troppo riduttivo se non banale.
Per info: http://glieventidelmarchese.blogspot.com/2011/06/rodarte-special-event-di-pitti-w-8.html
 
Dieci abiti Haute Couture messi in scena grazie ad un’installazione site specific ad opera di Alexandre de Betak e Bureau Betak, in uno scenario abbandonato, solo la luce di tubi al neon per esaltare loro, i muti protagonisti. Uno spazio volutamente fatto di meditazione, silenzio e serenità come cornice per questa collezione.

Ad ispirare le due sorelle sono stati gli affreschi del Beato Angelico nel Convento di San Marco e L’estasi di Santa Teresa del Bernini.

Creazioni quasi oniriche, realizzate con tessuti leggerissimi come organza, chiffon, satin, taffetà, lamè e tulle, per dare un senso di etereo. Ad arricchirli ci sono piume e splendenti cristalli Swarosky, addirittura 4 abiti presentano rifiniture d’oro (cinture, pettorine, cerchietti) realizzate a mano.
Le tonalità scelte sono quelle del bianco, del lapislazzulo,del cremisi, del rosa, del giallo, e del verde acqua.
Nota costante per tutti è la loro lunghezza, tutti rigorosamente fino ai piedi, che da ancor di più il senso della regalità. Sembrano i corpi vuoti di antiche muse pronte a riprendere vita.
Dice  Kate: “La collezione è completamente ispirata all’atmosfera di questa città: avendo conseguito la laurea in materie umanistiche presso la University of California di Berkeley e quindi studiato Storia dell’Arte, nel nostro lavoro ci siamo così affidate al percorso formativo che abbiamo seguito ed esercita su di noi una decisa influenza, unendolo all’immaginazione e ai nostri sogni“. Aggiunge Laura: “Nostra nonna, romana, era una cantante d’opera e amava confezionare da sola i suoi abiti. Il suo guardaroba, e quello della mamma, è sempre stato una principale fonte di ispirazione“.
Tra gli ospiti presenti l’amica Kirsten Dunst, vincitrice della Palma d’Oro a Cannes.
Al termine dell’installazione la collezione sarà donata al Los Angeles County Museum of Art.
Nel corso della serata, con la collaborazione di Pitti Immagine, è stato presentato in anteprima, anche il loro primo libro monografico in uscita dal titolo “Rodarte” di Catherine Opie e Alec Soth, pubblicato da JRP/Ringier.
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