Tra tradizione, misura e visione contemporanea, Poiesis riscrive il linguaggio della sartoria fiorentina

C’è una Firenze silenziosa che continua a cucire il futuro. Non è la Firenze delle cartoline. Non quella delle file davanti agli Uffizi o dei tavolini pieni in Piazza della Signoria. È una Firenze più discreta, quasi nascosta. Una città fatta ancora di botteghe, mani, vapori di ferro da stiro e tessuti appoggiati sui tavoli di legno. È qui, tra le strade di Porta Romana, che oggi prende forma Poiesis, la sartoria fiorentina fondata da Leonardo Simoncini. Un luogo che sembra appartenere a un tempo diverso, ma che in realtà parla profondamente al presente.

Leonardo Simoncini nella sartoria fiorentina Poiesis a Firenze

Perché quello di Simoncini non è un esercizio nostalgico. Non è il tentativo di replicare la sartoria classica come fosse un museo. È piuttosto una riflessione contemporanea sull’eleganza maschile, sul valore del tempo e sul significato stesso del vestire bene. E forse è proprio questo che rende Poiesis una delle realtà più interessanti della nuova sartoria fiorentina.


Dall’Australia a Firenze: il percorso inatteso verso la sartoria uomo

Leonardo Simoncini, nato a Firenze nel 1992, non aveva immaginato fin dall’inizio una vita tra tele di lino, imbastiture e rever. Dopo gli studi linguistici prova la strada della fisioterapia, ma qualcosa non torna. Decide allora di partire per l’Australia. Un anno lontano dall’Italia, utile per imparare l’inglese ma soprattutto per osservare il mondo da una distanza diversa. Quando rientra a Firenze, nel 2013, trova lavoro da Gucci come sales assistant part-time. È lì che inizia la vera ossessione. Osservando gli abiti ready-to-wear del lusso internazionale, Leonardo comincia a interrogarsi sulla costruzione della giacca, sulle proporzioni, sulla struttura invisibile che determina la vestibilità di un capo.

Leonardo Simoncini nella sartoria fiorentina Poiesis a Firenze

Mi chiedevo continuamente perché certi abiti, pur essendo bellissimi, non funzionassero davvero addosso.” La domanda, lentamente, diventa vocazione.


La scuola di Liverano e i segreti della sartoria fiorentina

Negli stessi anni si iscrive a un corso di sartoria e modellistica a Prato. Un percorso prevalentemente orientato al femminile, ma sufficiente per aprire una porta decisiva: il tirocinio presso Liverano & Liverano. È il 2015. Doveva essere un periodo breve ma diventeranno sette anni. Da Liverano Leonardo impara tutto. Dalle cose più semplici — tenere correttamente ago e ditale — fino alla costruzione delle tasche, alle prove cliente, alla comprensione del corpo maschile attraverso il modello.

sartorie a firenze

Ed è proprio la modellistica, racconta, il vero cuore nascosto della sartoria. “La modellistica è ciò che nessuno vuole insegnarti davvero. È il segreto custodito dalle sartorie.” In quelle stanze apprende non soltanto una tecnica, ma un linguaggio, una disciplina quasi architettonica del vestire. Un periodo fondamentale che gli lascia tecnica, metodo e soprattutto una visione chiara della propria identità stilistica.


La giacca fiorentina secondo Poiesis

La giacca di Poiesis nasce da quella tradizione, ma evita ogni forma di imitazione sterile. La scuola della sartoria fiorentina possiede codici molto precisi: un’unica pince frontale, nessun fianchetto, quarti aperti, spalla leggermente estesa, doppio spacco laterale. Una linea pulita, essenziale, maschile. È una costruzione che vive in equilibrio tra due estremi: la rigidità inglese e la morbidezza napoletana. La giacca fiorentina mantiene struttura, ma senza peso. Eleganza, ma senza rigidità.

Leonardo Simoncini nella sartoria fiorentina Poiesis a Firenze

Non ci sono spalline invasive. La spalla rimane naturale, leggera, quasi impercettibile addosso. Ed è forse proprio questa la sua modernità. Rimane morbida e leggera sulle spalle, quasi impercettibile addosso, senza però rinunciare all’eleganza e alla presenza estetica. Leonardo predilige in particolare: il doppio petto a sei bottoni; il monopetto tre bottoni; una stiratura più alta sulla linea del rever. Questa scelta nasce dall’esperienza maturata nei viaggi in Paesi umidi, dove le giacche tradizionalmente stirate “a due bottoni” tendevano ad aprirsi sul davanti. “Ho preferito mantenere la linea di sprezzatura più alta, praticamente sul primo bottone. Con il tempo poi si abbassa naturalmente.”

Dettaglio di una giacca fiorentina realizzata da Poiesis

Eleganza maschile contemporanea: meno ostentazione, più carattere

Parlando con Leonardo si capisce rapidamente che il suo concetto di eleganza non ha nulla a che vedere con le regole formali o con l’ossessione per il lusso. Per lui l’eleganza è comportamento. “Puoi indossare un doppio petto meraviglioso e rimanere comunque uno stronzo.” Una frase brutale nella sua semplicità, ma probabilmente più attuale di qualsiasi manuale di stile. L’uomo elegante, secondo lui, è chi rispetta gli altri, chi possiede misura, educazione naturale e consapevolezza di sé. Il vestito arriva dopo. C’è però una cosa che, secondo lui, andrebbe definitivamente eliminata dal guardaroba maschile: i fantasmini alti.

sartoria a firenze

E forse è anche questo approccio a rendere Poiesis distante da certa estetica esasperata che oggi domina parte della moda uomo social.


Dentro Poiesis: 70 ore per una giacca

La sartoria Poiesis nasce tra il 2022 e il 2023. Inizialmente nella zona di Firenze Sud, oggi si trova nel quartiere di Porta Romana, una delle aree ancora autentiche della città, lontana dall’eccesso turistico e ancora viva di botteghe e artigianato. Il nome Poiesis deriva dal greco antico ποίησις: significa “creare”, “portare all’esistenza”. Una definizione perfetta per il lavoro sartoriale. Nell’atelier vengono realizzati internamente cappotti e giacche. I pantaloni vengono tagliati da Leonardo e confezionati esternamente. Per completare una giacca servono circa 70 ore di lavoro e due prove cliente.

Leonardo Simoncini nella sartoria fiorentina Poiesis a Firenze

Ogni dettaglio nasce lentamente: le proporzioni del rever, la curva della manica, la tensione del petto, il bilanciamento della spalla. La parte più costosa non è il tessuto ma il tempo. I prezzi partono da 2.500 euro per una giacca e da 2.800 euro per un abito completo, tessuto escluso. Eppure Leonardo è convinto che oggi il vero problema non sia economico, ma culturale. “Manca conoscenza. Molte persone comprano lusso senza sapere davvero cosa stanno acquistando.” L’obiettivo iniziale era avvicinare le nuove generazioni alla sartoria uomo. Tuttavia, il suo pubblico oggi è composto prevalentemente da clienti over 30 e da molti stranieri.

Atelier Poiesis nel quartiere Porta Romana a Firenze

La nuova generazione della sartoria fiorentina

Oggi Poiesis è cresciuta. Anche grazie a Filippo Ciccone, amico di lunga data, che da una mano all’interno dell’atelier, che dopo anni nel mondo della fotografia e del filmmaking — e cinque anni trascorsi anch’egli da Liverano & Liverano — ha deciso di unirsi a Leonardo. Oggi si occupa principalmente di seconde prove e rifiniture, con l’idea futura di fondere sartoria e immagine attraverso fotografia e storytelling. Insieme rappresentano una nuova generazione di artigiani: più aperta al dialogo internazionale, alla comunicazione, all’immagine.

Atelier Poiesis nel quartiere Porta Romana a Firenze

Non a caso Poiesis organizza trunk show a Singapore, Parigi e Jakarta, mentre guarda con interesse anche al mercato indiano. Perché oggi la sartoria italiana non può più vivere soltanto di tradizione, deve imparare a raccontarsi. Ed è proprio qui che, secondo Leonardo, Napoli è stata più intelligente di Firenze :“La sartoria napoletana ha costruito una narrazione fortissima. A Firenze invece, per anni, le sartorie si sono fatte la guerra.”

Dettaglio di una giacca fiorentina realizzata da Poiesis

Oggi nel capoluogo toscano esistono circa dieci sartorie maschili attive. Della scuola napoletana critica una certa mancanza di attenzione al dettaglio che troppo spesso viene giustificata come cifra stilistica. Della scuola milanese apprezza invece la qualità della modellistica, pur non amando la rigidità delle giacche. “La base di una giacca è sempre un buon modello. Oggi però il modello non viene più insegnato davvero e bisogna arrangiarsi.” Tra le sartorie che ammira maggiormente cita Sartoria Crimi per il doppio petto e Musella Dembech per il lavoro complessivo sulla giacca.


Il futuro del bespoke italiano

Nonostante tutto, Simoncini guarda avanti con ottimismo. Sa che il mercato sta cambiando. I clienti vogliono tempi più rapidi, meno prove, prezzi più accessibili. Per questo immagina anche un futuro legato a un ready-to-wear di qualità o a formule made-to-measure più evolute. Ma non crede affatto nella fine della sartoria, anzi: “Il futuro della sartoria lo vedo splendido.”

Leonardo Simoncini nella sartoria fiorentina Poiesis a Firenze

Perché in un mondo dominato dalla velocità, dall’omologazione e dal lusso industriale, sempre più persone stanno ricominciando a desiderare qualcosa di autentico. Qualcosa fatto davvero per loro. E in fondo, la vera eleganza maschile parte sempre da qui: da un abito che non cerca di impressionare nessuno, ma che riesce semplicemente a raccontare chi siamo.

sartorie a firenze