Laura Biagiotti, Ramzen, Antonio Ortega, Ermanno Scervino, Luisa Beccaria

Sfila a Milano la collezione di Ramzen autunno inverno 2022-2023 ispirata alle vette delle Alpi italiane ed alle praterie selvagge del West degli tati Uniti. Materiali pregiati impreziositi da tagli generosi e fluidi, un perfetto connubio tra couture e funzionalità.

La collezione Laura Biagiotti per l’Autunno-Inverno 2022-2023 mette in scena l’Energia della bellezza in movimento in un luogo affascinante e suggestivo, la Centrale Montemartini, che rappresenta oggi una tra le sedi museali più originali di Roma. L’Energia femminile rappresenta la forza primitiva della Terra. La donna che si riconnette autenticamente al femminile arcaico è la Musa alla quale è dedicata la collezione di pura Energia al femminile. Cashmere per tubini dal décolleté ornato di rouches, abbinati a cappotti lunghi o parka effetto-pelliccia nei colori dei marmi romani, dal bianco, al pesca, al rosa antico. Fasci di onde elettriche e trecce-scultura in fusione magnetica con spalmature dorate negli abiti e nelle gonne di cashmere lunghe alla caviglia. Completi in eco-pelle nera che si abbinano ad abiti in satin dalla trama colorata ispirata ai mosaici, come ispirata ai mosaici è la piccola iconica LB bag che li accompagna: insostituibile art-à-porter. I tailleur classici gessati e gli spolverini a riquadri e pied-de-poule si inseriscono nel guardaroba della Venere moderna per vestire le due anime femminili nel quotidiano. Dall’essenziale all’opulenza degli abiti da gran sera a balze e rouches per la nuova “bambola” energetica in taffetas rosso-Amor, in bianco-Biagiotti e in oro liquido. Oro anche per i gioielli della collezione: orecchini pendenti e “trilogie” di anelli riproducono le colonne romane, micro mosaici con l’iconico monogramma LB impreziosiscono gli anelli, omaggio alla dea contemporanea.

Antonio Ortega Couture risplende per la nuova stagione Autunno/Inverno 22-23 con la prima collezione ready to wear del brand. Ogni capo è ispirato dall’universo vasto e pieno di stelle che ci circonda. Un’immersione nel colore e nelle stampe, accentuate da toni metallici, scintillanti e luminosi. Ortega unisce concetti terrestri ispirandosi alla natura, creando capi come la twisted skirt che si caratterizza per una linea stretta che curva intorno alla silhouette, rendendola così sinuosa come un serpente. Il terrestre poi incontra il celeste con textures metalliche e brillanti che ricordano la luce delle stelle che costellano il cosmo. I contrasti sono protagonisti nel mondo teatrale di Antonio Ortega; vestiti accollati e con forme più morbide coesistono in armonia, le cuciture a zig-zag tagliano i capi andandone a scoprire una parte del corpo, così da creare un effetto sensuale ma elegante. Intensi tessuti blu scuro, viola, nero e bordeaux offrono un’immersione nell’infinità e nell’oscurità dello spazio. Un body blu notte, tempestato di paillettes e cristalli scintillanti, lascia il posto all’abito indaco scintillante con ruches e profonda scollatura. Una collezione inclusiva con capi genderless, pensata per chi non ha paura di osare e di esaltare le proprie forme.

Per Ermanno Scervino la bellezza è una ossessione imprescindibile. Il suo lavoro la celebra senza sosta e con adamantina convinzione, qualunque sia la temperie, ovunque si muovano le voghe del momento. Non ci sono formule, se non una ricerca della più squisita manualità che è espressione di bello anche essa, e un gusto per i contrasti che descrivono ogni volta nuove armonie. Perché il bello è certamente una idea assoluta, che si evolve però in relazione ai tempi. La bellezza che Scervino celebra è di qui, di ora: è radicata nel presente, senza nostalgie. Questa stagione nasce dal dialogo tra la rarefazione e il preziosismo della couture e il mondo dello sport. Dalla crasi di questi due opposti apparenti, come dal sempre vivo confronto tra le forme del maschile e del femminile, nasce una proposta autunno inverno 2022-2023 che parla dell’attualità del vestire, dell’abbattimento progressivo di barriere e protocolli, senza rinunciare a ciò che la mano può fare trasformando la materia, decorandola, plasmandola sul corpo muliebre. Un corpo che questa stagione svetta su alti tacchi o sulle suole massicce di stivali morbidamente marziali, fasciato dentro tubini di pelle, abiti corti di velluto o pizzo, protetto da ampi cappotti, piumini, giacche di shearling dai volumi avvolgenti percorsi da bagliori serici  o brulicanti di ricami di ciniglia che creano effetti tattili. Tailleur doppiopetto di velluto disegnano silhouette grafiche che si fanno voluttuose nei lunghi abiti scintillanti di paillette, nelle sottovesti di pelle. La tensione degli opposti è reiterata come un inequivocabile segno di stile: il pizzo è intagliato nella pelle, bustini e brassiere sono indossati con i suit mascolini, abiti impalpabili sotto grandi parka. Sete, pizzi, lane, pelli si amalgamano dando al dialogo di opposti una consistenza materica esalta dalla palette che affianca ai neutri, al nero e al bianco toni accesi di pervinca, turchese, verde, rosa.

Luisa Beccaria sceglie di presentare la sua collezione autunno inverno 2022-2023 con un video progetto girato indoor puntando sul potere emozionale ed evocativo di un cortometraggio d’autore. La designer affiancata dalla figlia Lucilla, partendo da una tela dai colori liquidi che è quasi uno specchio magico  attraverso il sogno, ci conduce in un viaggio verso la leggerezza introducendosi nell’atelier di un’artista riflettendo, attraverso il cromatismo dell’arte, sul peso che i colori muted e twilight hanno nelle sue collezione. Le modelle e le ballerine si muovo lievi attraverso frame che evidenziano, con la danza e i movimenti, delicatezza, trasparenza e quella moda fragile dai print fioriti e impalpabili da sempre cifra del brand. Gli outfit autunnali, che sembrano essere il naturale proseguo di quelli di fine estate, lasciano il passo a quelli invernali, perfetti per l’holiday season e le serate in montagna. Fragili abiti, camicioni e bluse dai fondi leggeri, sono via via scaldati da lupetti e pantacollant in micro fantasie coordinate e abbinati a redingote dalle silhouette minute, capispalla couture e giacche in eco-fur. La collezione, iper femminile e sofisticata, gioca con i pesi dei tessuti, con le differenti texture e le stampe tapestry d’archivio. Chiffon, pizzo, stretch satin, cangiante velluto devorè e morbido jersey elasticizzato si contrappongono a rasi corposi, lane stampate, suede e ricchi broccati. Le corolle scarlatte e celesti, resi celebri dal cappotto corto in velluto padded fiorito si stagliano su fondi avorio e blu, mentre leggeri ramage trompe l’oeil sono mixati a  micro stampe all over sui toni del verde. Il suede e il jersey sono utilizzati anche per gonne longuette scivolate abbinate a una maglieria in cachemire bicolore dall’appeal più sportivo che si alterna ad altra in lana dalle lavorazioni intrecciate. La palette cromatica, cangiante estremamente luminosa e ricca di sfumature, ha un’ispirazione lagunare. Tutti i colori del cielo e i ricchi girotondi di rose sfumano nell’acqua, accesi da tocchi di verde acido, viola e bordeaux.


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