Firenze: Massimo Nava "Il garibaldino che fece il Corriere della Sera"

Martedì 10 maggio
Nella magnifica cornice dell’hotel Villa Il Salviatino è stato presentato l’ultimo libro di Massimo Nava “Il garibaldino che fece il Corriere della Sera. Vita e avventure di Eugenio Torelli Viollier”, edito da Rizzoli. L’incontro cade nell’anno delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia e rappresenta l’ultimo appuntamento culturale del programma del Festival d’Europa a Firenze. 
Il Salviatino è stato in passato un importante centro culturale della città: già sotto la proprietà di Ugo Ojetti e sua moglie Fernanda, divenne uno dei salotti culturali nevralgici dei primi anni del 900’ fino all’avvento della II° guerra mondiale. L’incontro culturale si è svolto proprio nella biblioteca originale di Ugo Ojetti, che ricordiamo fu giornalista e direttore del Corriere della Sera nel secolo scorso. 
Sempre in questa sede lo scorso anno l’editorialista Massimo Nava presentò il suo romanzo “La Gloria è il sole dei morti”, edito da Ponte alle Grazie, incentrato sulla figura dei fratelli Bixio.

 Sono seguiti gli interventi del vice sindaco di Firenze, Marco Nardella, del direttore del Corriere Fiorentino, Paolo Ermini e della storica dell’arte e responsabile del coordinamento scientifico ed editoriale della Fondazione Palazzo Strozzi, Ludovica Sebregondi.

Il romanzo narra le vicende di Eugenio Torelli Viollier, nato a Napoli nel 1842,  ideatore e padre fondatore del Corriere della Sera nel  1876. Ne fu direttore dalla fondazione alla morte, nel  1900 e fu lui a scegliere Luigi Albertini come suo successore. Torelli fu il primo a volere un giornale che non fosse di parte, il primo a importare in Italia mentalità e tradizioni del giornalismo anglosassone, il primo a volere corrispondenti dall’estero e inviati speciali. Un uomo schivo, timido molto diverso dall’anima della sua città natale, tanto da sembrare un milanese doc. Torelli Viollier sposò Maria Antonietta Torriani, una maestra di Novare, istitutrice e scrittrice, che nell’attività letteraria si firmava con lo pseudonimo “Marchesa Colombi”. Era una donna estroversa e molto indipendente, frequentava i salotti e i poeti, ed ebbe  alcune relazioni sentimentali con personaggi legati alla letteratura fra i quali Giosuè Carducci, sebbene quest’ultima fosse stata più una avventura che una vera e propria relazione. Un carattere decisamente opposto a quello del marito. Interessante è la parte relativa all’incontro ed amicizia con Alexandre Dumas padre. Per 4 anni ne fu il suo Segretario personale, e fu Dumas a portarlo a Parigi dove conobbe l’editore italiano Giovanni battista Sonzogno.
Scrive Torelli: “Lei sa la differenza fra un piccolo e un grande giornale? Il grande giornale è quello che pubblica anche le notizie che dispiacciono. S’intende, la notizia che ci dispiace la si commenta come più ci piace.” 
A seguire è stato offerto un cocktail nel magnifico giardino della Villa con vista sulla città medicea.
Si ringrazia il team di Villa Il Salviatino, Simone Giorgi e Diana Toniolo, tutti gli ambassador che insieme a Moreschina Fabbricotti hanno accolto i numerosi ospiti intervenuti.
Tra i partecipanti: Sibilla della Gherardesca, Giorgiana Corsini, Cecilia Sandroni, Diletta Frescobaldi, Tiziana Leopizzi, Domenico Savini, Benedetta Balduino, Claudia Ricasoli, Andrea Parigi, Veronika Elke Bologni, Bianca Bellucci, Isabella Pratesi, Roberta Chianelli, James Bradburne, Carolina Marzocchini, Beatrice Bargagli Stolfi, Maria Cristina Luzzi Aria della Ripa, Elisa Orioles con sua madre, Francesca Colombo, Joseph Borrelli, Mario Razzanelli, Sara Milne, Bianca Orlando.


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