Diana Frescobaldi è stata insignita del Premio Pinocchio 2025 per la sezione “Osteria del Gambero Rosso – Ristorazione/Accoglienza/Nutrizione”, riconoscimento promosso dall’Associazione Culturale Pinocchio di Carlo Lorenzini nel giorno dedicato al 199° anniversario della nascita dello scrittore.

Si tratta di un tributo di grande rilievo per la Presidente della Società Laudemio, che in questa occasione è stata celebrata soprattutto nella sua veste di imprenditrice. Erede di una storica dinastia attiva da oltre sette secoli nella viticoltura e nella valorizzazione del territorio, Diana Frescobaldi è stata premiata “per un’attività capace di creare un ponte tra tradizione familiare e modernità, unendo il valore storico della produzione vitivinicola e dell’olio extravergine di oliva della famiglia a nuovi format di ospitalità, ristorazione e promozione internazionale del prodotto Toscana. La sua partecipazione al Premio Pinocchio rappresenta un omaggio alla capacità di integrare cultura del territorio, gusto, accoglienza e profondo radicamento nella Toscana: valori perfettamente in linea con lo spirito dell’evento”.

Dopo la premiazione Diana Frescobaldi ha risposto con parole di ringraziamento per la scelta del suo nome: “Rileggerò Pinocchio! I valori racchiusi in quest’opera mi hanno affascinato e ho molto apprezzato che l’Associazione Culturale Pinocchio di Carlo Lorenzini abbia operato le proprie scelte con l’intento di mettere in evidenza l’impegno di ogni personaggio premiato nella propria attività. Contribuendo in tal modo ad un arricchimento culturale della società, nonché amplificando il messaggio espresso da Carlo Lorenzini nella sua opera divenuta famosa in tutto il mondo ed ancora oggi attuale e contemporanea”.

La cerimonia si è svolta a Firenze nelle sale di Palazzo Medici Riccardi, dove il riconoscimento è stato consegnato a Diana Frescobaldi direttamente dalla Presidente dell’Associazione, Anna Iacobacci. Come da tradizione del Premio, anche il suo è stato associato a un personaggio del celebre romanzo di Carlo Lorenzini, in modo da rappresentare simbolicamente i valori e i meriti dei premiati, custodi di quei principi civili e morali tanto cari all’autore.