Stefania Pignatelli Gladstone un grande amore per la sua terra e l’arte

Attraverso l’arte si analizza meglio la vita e gli esseri umani. Un mezzo per veicolare messaggi sociali economici e politici. Un modo per scaricare la creatività a livello mentale, vedere la vita da un’altra prospettiva e fare uscire il meglio da se stessi”.
Ecco una donna che attraverso l’arte, in tutte le sue manifestazioni, interpreta se stessa e se ne avvolge completamente fino a farne un tutt’uno con la sua quotidianità; vi presento la principessa Stefania Pignatelli Gladstone.
Discende da una delle casate più importanti del regno di Napoli. Secondo gli storici Landolfo militando in Oriente per Re Ruggero il Normanno, all’assalto dato al Palazzo Imperiale di Constantinopoli , ne uscì con tre vasi (pignatte) d’argento infilzate alla picca e ne assunse lo Stemma ed il cognome per i suoi discendenti. Nel corso dei secoli la famiglia fu insignita del Toson d’Oro, nei rami di Monteleone e Terranova e di Strongoli, del Grandato di Spagna di prima classe, nelle linee di Monteleone e Terranova, Belmonte, Strongoli, Fuentes; di Principi del Sacro Romano Impero nei rami Belmonte (1723) Monteleone e Terranova, Strongoli, Fuentes e Cerchiara (1648).
Stefania, nata a Roma, nel luglio del 2010 sposa Benedict Gladstone, discende da Sir William Gladstone. Oggi vive ad Ascoli P. dove è custode, curatore  e conservatore del Borgo Storico Seghetti Panichi, dimora storica di famiglia per parte materna. “La mia giornata lavorativa consiste nell’amministrazione e la direzione del Borgo Storico. Quindi contatti con istituzioni locali ed estere per progetti Europei, PR, giornalisti, agenzie, artisti, critici, architetti”.
Borgo Seghetti Panichi
Che valore ha per te oggi la nobiltà?
Significa avere dietro alle spalle generazioni e generazioni che si sono dedicate al territorio, alla cultura, alle arti e al commercio. A causa di passaggi traumatici sociali dall’ottocento ad oggi, questa elite aristocratica (nel senso greco di cultura ed educazione) non ha saputo mettersi al passo con i cambiamenti del tempo. Oggi quindi dobbiamo essere responsabili del passato, al passo con i tempi (moderni) mantenendo fermi i nostri principi di etica, morale e di virtù sociale. Mentre anticamente la nobiltà era stretta in una griglia di nobiltà (cultura di intelletto), potere e danaro, oggi giorno la nobiltà si è aperta alla società capovolgendo completamente questo paradigma. Si è spesso ricchi, ma non colti, potenti e nobili; si è spesso potenti, ma non nobili, colti e ricchi; si è quasi sempre nobili e colti ma non ricchi e potenti. Questo significa che chi ha il privilegio di avere alle spalle secoli di storia della propria famiglia deve avere nella maniera più assoluta la responsabilità di dare un esempio alla società di nobiltà, cultura ed educazione, anche se non si è ricchi né potenti”.
Il primario obbiettivo di Stefania è quello di riuscire ad amalgamare il lavoro artistico con quello imprenditoriale. Fin da piccola il suo sogno era di diventare una artista: “a scuola, al St. George’s English School di Roma, le insegnanti spronavano continuamente a studiare arte e storia dell’arte per le mie capacità di disegno, uso dei colori e per la creatività compositiva al di sopra della norma. Interesse per il colore, le materie, le composizioni. Sono cresciuta inoltre mezzo agli amici di mia madre artisti e critici d’arte contemporanea”.
Opera di Nicola Bolla
Dal 1997 ad oggi Stefania intraprende un iter di studi d’arte davvero interessante, citeremo solo alcuni dei corsi: nel 1994 a Londra presso la Central Saint Martins College of Art and Design, nel 1998/ corso presso l’Accademia di Brera a Milano, nel 2004 master in Arte e Terapia a Bologna. Numerose sono le mostre che l’hanno vista impegnata, ad esempio la personale del 2002 “Per Aspera…..”  Chapelle du Tiers-Ordres, a Perpignan , nel  2005   “Occhi in Gabbia”, Fondazione Marenostrum, Isola della Palmaria, a Porto Venere, nel  2008 “As You Want Me”, European Commission, a Londra. La colletiva del 1997          “Young Art”, Banca Morgan Stanley, a Londra, nel         2000            “Arte e Moda”, Open Space dell’ Umanitaria, a Milano, nel 2011   “Marche-Biennale di Venezia”, Mole Vanvitelliana, ad Ancona, nel 2008 “La Sindrome di Icaro”, Associazione Culturale Seghetti Panichi, a Castel di Lama.
C’è  un persona della tua famiglia a cui sei legata?
Si a Giulia Panichi. Fu allieva a Roma di Cesare Mariani e Lodovico Seitz. Nelle sue opere, si nota l’esatta padronanza del disegno e la giusta tonalità cromatica, specialmente quando ritrae figure più caratteristiche della campagna ascolana. Preferiva documentare visi severi, segnati dal duro lavoro, che le sue nobili amicizie familiari. Oggi potremmo definirla un’antesignana del femminismo: colta, intellettuale, single e molto libera per l’epoca. La sua memoria mi ricorda quello che cerco di essere ogni giorno: indipendente, curiosa e alla ricerca dell’estetica”.
Oltre all’arte l’altra grande passione di Stefania sono i viaggi “ho iniziato da piccola con l’Italia che conosco molto bene e che oggi mi piace conoscere con mio marito di cui ne apprezza l’enorme cultura”.
Ci sono dei luoghi a cui sei affezionata?
Viaggio soprattutto in Sud America, America ed India”.
Posti lontani e differenti tra di loro, per cultura e storia. Ci racconti cosa ti affascina di ognuno di questi paesi. Dell’America?
L’attualità e la creatività. Viaggiare in macchina da una città a l’altra scoprendo le realtà del paese attraverso le attività dei miei amici (nei settori imprenditoriali, politici e no profit). Visitare grandi eventi da nelle istituzioni di arte contemporanea, musei, mostre, teatri. Scoprire la creatività produttiva del momento nel design e nella moda. Un bel modo per prendere spunti e stare al passo con l’attualità”.
Del Sud America?
 “La natura e la storia antica. La loro grande storia nei secoli abbinata ad un forte senso del presente e della gioia di vivere nelle difficoltà e nella semplicità. Alcuni luoghi sono pieni di memorie storiche ed altri di una pressante e ingombrante natura. Foreste, parchi, spiagge, montagne mischiate a templi, chiese, villaggi e musei”.
Dell’India?
Un vecchio amore di famiglia. Continuo a scoprire la terra amata da mia madre, piena di fascino e di contraddizioni. Per 20 anni mia madre disegnava  vestiti d’alta moda e li produceva a Delhi. Oggi produciamo in India alcuni oggetti in argento ed ottone che usiamo per gli eventi al Borgo e che vendiamo allo shop, quindi andiamo spesso a trovare i nostri artigiani a Delhi, Jodhpur e Jaipur. E’ un paese che sta cambiando a vista d’occhio. C’è moltissima cultura e storia sovrapposte ad un forte artigianato, all’agricoltura e alla modernizzazione. Ogni volta che torno noto che l’aeroporto è più pulito, le strade sono più larghe, le macchine più belle, le griffe internazionali più presenti. Contemporaneamente però il livello di disagio sociale migliora più lentamente ed il divario tra ricchi e poveri è sempre più enorme. Un esempio perfetto sono gli edifici super moderni sopra alle favelas”.
Qual è la città che hai nel cuore e perchè?
Jaisalmer nel Rajasthan (India) sul confine con il Pakistan a pochi centinaia di metri dalle frontiere pattugliate dai militari. Chiamata anche “la città dorata” per la sua pietra gialla che riflette i forti raggi del sole orientale. Città fortezza in un deserto di sabbia con strade che ricordano le rue della mia adorata Ascoli Piceno e tutte le città fortezza delle Marche. Questa similitudine architettonica mi ha fatto spesso sperare in un gemellaggio tra i due luoghi”.
Cos’è per te la bellezza?
La Bellezza è Cultura (non è la bellezza che salverà il mondo, ma la cultura).  Saper riconoscere le bellezze del nostro paese, saperle valorizzare e promuovere con dignità, creatività ed emozione. Trasmettere agli altri secoli di memorie e di tradizioni che possono aiutare ad assaporare la vita con più gioia e distensione.   Ritornare al rapporto con la natura promuovendo l’educazione dell’ambiente per i giovanissimi”.
Qual è l’insegnamento familiare che hai sempre utilizzato nella vita?
Parecchi fusi tutti insieme: di usare la propria creatività con entusiasmo, di credere e di lottare fino in fondo per perseguire i propri obiettivi. Di dare le priorità alle persone e alle cose importanti della nostra vita, di essere profondamente responsabili di antenati illuminati, e di sapersi destreggiare per vivere e frequentare con intelligenza il mondo e le sue più diverse realtà sociali. Di stupirsi quasi ogni giorno della vita e le sue meraviglie”.
Cos’è per te l’eleganza?
E’ un’attitudine ed un modo di vivere. Non si basa sul costo delle cose, ma sull’attenzione che si mette nel relazionarsi agli altri e a se stessi nel mondo: E’ dare il posto in bus ad una vecchietta, contemplare un sole che tramonta sul mare, scegliere abiti con materiali naturali e di sicura provenienza, non alzare la voce in pubblico, pregare in silenzio, osservare una pianta crescere, mangiare il cono gelato senza macchiarsi, baciare il proprio uomo / donna con sincero trasporto, fare bene il proprio lavoro, chiedere scusa, ammettere di aver sbagliato / ferito, abbracciare con forza e sentimento, guardare negli occhi chi ti sta parlando e ascoltarlo senza interrompere, stringere la mano con decisione, ringraziare per iscritto gli amici che ti invitano a cena, avere dignità nella non ricchezza economica”.
Qual è l’accessorio primario per una donna?
Il sorriso”.
Tuo rapporto con la moda?
Pratico, con un twist. Mix di buone firme con abiti e accessori vintage o più pratici trovati al mercato o da marche più sportive o da firme indiane”.
C’è un personaggio storico a te caro?
Ulisse perché è la personificazione dell’astuzia, del coraggio e della curiosità. Il viaggio verso casa che dura tutta una vita per ritrovare non tanto la propria terra quanto se stesso”.
Il tuo rapporto con gli animali?
Adoro i cani e le mucche soprattutto. Abbiamo due setter irlandesi di nome Brass e McGlady, ma purtroppo nessuna mucca per ora!”.
Grazie davvero alla Nostra Stefania per averci deliziato con le sue belle parole cariche di semplicità avvolgente e di genuina sincerità.

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