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Pitti Uomo 2022 ed aumento casi covid

Manca orma una settimana dall’apertura di Pitti Uomo n.101 e di Pitti Bimbo n.94 ma l’avanzare della pandemia ha portato alla cancellazione di quasi tutti gli eventi in calendario. Di stamani è l’annuncio ufficiale che anche Brunello Cucinelli ha deciso di non partecipare a questa edizione. Tra gli espositori che hanno aderito grande preoccupazione su chi effettivamente sarà presente in fiera e se lo sforzo economico messo in campo darà qualche risultato. Dal Pitti Uomo arriva la seguente dichiarazione rilasciata da Raffaello Napoleone che riportiamo integralmente.

“A una settimana dall’apertura di Pitti Uomo e di Pitti Bimbo i lavori in Fortezza da Basso vanno avanti con rigorose misure di sicurezza – dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – con protocolli ancor più stringenti di quanto previsto dalle norme più recenti, sia durante gli allestimenti sia nei giorni di fiera. Molte collezioni sono negli spazi espositivi e in tutti i padiglioni si stanno montando gli stand e le strutture per i servizi. Alcuni espositori sono in difficoltà, non possiamo nasconderlo: le criticità maggiori si riscontrano in quelle aziende che, a prescindere dalla loro dimensione, si trovano strette tra casi di positività, quarantene e isolamenti fiduciari. In queste ultime settimane avevamo messo in conto che tutto ciò avrebbe potuto influire in alcuni casi sulla partecipazione al salone, ma i numeri complessivi a oggi tengono, anche sui fronti dei compratori e della stampa”.

“Il punto è che Pitti Immagine ha fatto una scelta – conclude Napoleone – sin dall’inizio della pandemia: restare vicini alle aziende, ai compratori, cercare l’interesse dell’intero sistema moda. E da allora a quella scelta siamo rimasti fedeli, adattandoci all’evoluzione della situazione generale, mettendo sotto pressione l’azienda e i suoi conti. Abbiamo fatto patti trasparenti con i nostri clienti, rassicurati dalla positiva esperienza di giugno. In fin dei conti ci ispiriamo alle scelte del nostro Governo, che ha deciso di conciliare a ogni costo l’irrinunciabile tutela della salute collettiva con l’indispensabile tutela delle attività economiche, condizioni necessarie l’una per l’altra”.


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