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Roma 7 dicembre

In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il Complesso del Vittoriano ospita dal 7 dicembre 2011 al 20 gennaio 2012 la mostra “Le donne che hanno fatto l’Italia” che, attraverso dipinti, foto, filmati, documenti, abiti, giornali, cimeli, ricostruisce un percorso che attesta come le donne abbiano fortemente contribuito al processo di unificazione, ai cambiamenti e alla crescita del Paese.

La mostra, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Unita’ Tecnica di Missione e dal Comitato dei Garanti per le Celebrazioni dei 150 anni dell’Unita’ d’Italia in collaborazione con l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, è stata inaugurata ieri alla presenza di Giuliano Amato, Presidente del Comitato dei Garanti per le Celebrazioni dei 150 anni dell’Unita’ d’Italia.

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Le donne che hanno fatto il Paese sono state tante: da sole o unite in esperienze collettive, le donne hanno saputo affermare progressivamente le proprie idee, guadagnando posizioni di rilievo e una rinnovata concezione di sé. Non c’è ambito, sfera o settore della nostra storia nazionale che non conosca grandi nomi femminili: ricordare le donne e il loro percorso politico-sociale porta a tracciare un racconto costellato di grandi e piccole – ma sempre intense – battaglie, indispensabili all’abbattimento di disuguaglianze sia nella sfera privata sia in quella pubblica; raccontare delle donne italiane nella letteratura equivale a riscoprire pagine di grande spessore stilistico e autentica vocazione letteraria, con nomi di scrittrici di primo piano; descrivere le donne italiane nel campo dell’arte conduce, grazie ai nomi di grandi pittrici, a scoprire e riscoprire immagini fondamentali per l’evoluzione artistica italiana.

Ripercorrendo la storia si scoprono protagoniste eccellenti; alcune hanno nomi noti, come Grazia Deledda e Rita Levi Montalcini, le due sole donne italiane premiate con il Nobel, Lina Merlin, Nilde Iotti e Tina Anselmi, donne di primo piano della scena politica, Bice Lazzari, Carla Accardi, Marisa Merz, grandi nomi dell’arte italiana; altre invece, dai nomi meno conosciuti, hanno compiuto scelte in grado di incidere nell’evoluzione politica e sociale italiana, come Franca Viola, la prima donna ad aver rifiutato con coraggio un matrimonio riparatore, Alfonsina Strada, prima donna al Giro d’Italia in gara con corridori uomini, o Anna Maria Mozzoni, pioniera del femminismo italiano e delle lotte per la conquista del diritto di voto alle donne.

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Le sezioni

Le Donne del Risorgimento italiano, in cui sono illustrate le figure di alcune delle protagoniste delle vicende risorgimentali e della vita pubblica e sociale dell’Ottocento: da Cristina Trivulzio di Belgioioso a Enrichetta Di Lorenzo; da Clara Maffei a Maria Mazzini e altre ancora. Figure che intendono essere indicative delle varie declinazioni con le quali le donne partecipano alle idealità risorgimentali partecipando attivamente ai moti insurrezionali o sostenendo circoli letterari o, ancora, elevando gli affetti familiari a dignità nazionale, come nel caso di Adelaide Bono Cairoli.

Le Protagoniste, approfondisce il racconto della vita e dell’attività di alcune grandi protagoniste del progresso evolutivo del Paese nei più diversi ambiti, come Maria Montessori, Anna Kuliscioff, Matilde Serao, Francesca Cabrini, Luisa Spagnoli, Marisa Bellisario, Palma Bucarelli e tante altre.

Le Prime si racconta, ripercorrendone le date, ma soprattutto i nomi e l’operato delle sue protagoniste, un’insolita cronologia: quella delle prime conquiste femminili in diversi settori della cultura, della politica, della società, dello sport, dell’arte.

Ecco allora che viene ricordata la prima laureata in Lettere, la prima docente universitaria, la prima Presidente della Camera, la prima donna processata per aborto, e via dicendo.

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Donne insieme, in questa sezione sono illustrati alcuni momenti in cui la figura femminile acquista maggior valore simbolico rivestendo un ruolo collettivo. Sono le azioni di vita di un gruppo di persone che sono state individuate per la loro funzione di lavoro – come nel caso delle Maestre, delle Mondine, delle Balie o delle Tabacchine – che contribuì a rendere evidenti particolari situazioni sociali o drammatiche condizioni lavorative o di scelte di vita particolati – come quelle delle crocerossine o delle religiose. In altri casi quella comunanza di lavoro e di intenti è collegata a particolari momenti storici – come nel caso delle donne impiegate nelle industrie belliche durante la prima guerra mondiale o le donne durante il fascismo – fino ad arrivare alle protagoniste della costruzione della Repubblica – dalle partigiane alle donne dell’Assemblea Costituente.

Donne e arte vuole rendere omaggio alle principali artiste del nostro Paese. Una mostra nella mostra, in cui ammirare grandi capolavori dell’arte italiana. Sono diversi i momenti e le correnti artistiche che emergono dalla selezione, dall’espressionismo della Scuola Romana, all’astrattismo, dalle influenze pop sbarcate soprattutto a Roma alla nostrana Arte Povera.

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