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Mostra Youth and Future a Milano: arte, giovani e futuro

Mostra Youth and Future: a Palazzo Reale le parole dei giovani diventano arte e riflessione sul futuro

Youth and Future a Palazzo Reale: le parole dei giovani diventano arte e futuro

Youth and Future arriva a Palazzo Reale di Milano dal 17 ottobre al 1° novembre 2026, trasformando la Sala delle Cariatidi in uno spazio di confronto tra arte contemporanea, pensiero e desiderio di cambiamento. La mostra, promossa dal Comune di Milano – Cultura, è ideata da Giovanni Caccamo e prodotta da Palazzo Reale e Youth and Future – Parola ai Giovani APS, in collaborazione con Associazione Arte Continua e Fondazione Sylva.

Youth and Future, quando le parole dei giovani diventano opere d’arte

Tutto nasce da due domande semplici solo in apparenza: «Cosa cambieresti della società in cui vivi e in che modo?» e «Qual è la tua parola di cambiamento?». A porle è Giovanni Caccamo, che dal 2021 ha raccolto le risposte di migliaia di ragazze e ragazzi provenienti da contesti, culture, identità di genere e confessioni religiose differenti.

Le loro voci sono arrivate dalle università, dagli istituti di detenzione e dai centri di accoglienza, dando forma a un grande esercizio collettivo di immaginazione sul futuro. Non un semplice sondaggio, ma un concorso di idee pensato per restituire ai giovani un ruolo attivo nella società: non spettatori delle trasformazioni del presente, ma interlocutori e protagonisti del cambiamento.

Le parole del cambiamento incontrano l’arte contemporanea

È proprio da quelle parole che prende avvio il dialogo con gli artisti. Pensieri, domande e aspirazioni raccolti nel progetto diventano infatti materia di ispirazione per opere capaci di restituire, attraverso linguaggi diversi, una riflessione sul presente e sulle possibilità del futuro. Alla prima fase italiana del progetto hanno partecipato Maurizio Cattelan, Mario Ceroli, Emilio Isgrò, Mimmo Jodice, Giulia Napoleone, Michelangelo Pistoletto, Fabrizio Plessi, Arnaldo Pomodoro e Guido Strazza.

Nel giugno 2025 il progetto entra in una nuova fase grazie alla collaborazione tra Youth and Future e Associazione Arte Continua e al contributo del giornalista e curatore Eduardo Cycelin. Il percorso si amplia così con le opere di Adel Abdessemed, Leandro Erlich, Antony Gormley, Eva Jospin, Anish Kapoor, Ahmed Mater, Moataz Nasr, Giuseppe Penone, Tobias Rehberger, Julian Schnabel e Kiki Smith.

Il ricavato della vendita delle opere sosterrà le attività di Youth and Future – Parola ai Giovani APS e Associazione Arte Continua, oltre alle iniziative di riforestazione promosse da Fondazione Sylva attraverso i progetti Boschi del Cambiamento e Arte x la Riforestazione. Arte, natura e partecipazione si incontrano così in un unico percorso, nel quale la creatività diventa anche strumento concreto di responsabilità verso l’ambiente.

Youth and Future a Milano: un percorso tra fotografia, performance e installazioni

Il percorso di mostra non si limita alle opere degli artisti coinvolti. La Sala delle Cariatidi diventa il luogo in cui le diverse tappe del progetto vengono ricomposte attraverso fotografia, video, installazioni interattive e materiali editoriali. Al centro dell’esposizione trova spazio Wall of Change, un’installazione digitale e interattiva che restituisce la dimensione collettiva delle parole raccolte nel corso degli anni. A raccontare la Agorà del Cambiamento, performance artistica realizzata nel 2022 nella Stanza della Segnatura dei Musei Vaticani, è invece il reportage fotografico di Marco Anelli.

The Ark of Change, il viaggio sulle tracce della memoria

Un altro capitolo fondamentale è affidato alle fotografie inedite di Jamie Hawkesworth, realizzate durante The Ark of Change. La performance ha portato un gruppo di dieci ragazze e ragazzi provenienti da diverse parti del mondo a ripercorrere, a bordo di un antico veliero, la tratta atlantica degli schiavi. Le immagini documentano un viaggio che intreccia memoria storica, identità e responsabilità collettiva, riportando nel presente una vicenda che continua a interrogare la società contemporanea. Il percorso comprende inoltre un arazzo realizzato appositamente per la mostra da Mimmo Paladino. L’opera nasce dalle bandiere create dall’artista per il Gran Pavese di ottanta metri issato sul veliero durante la traversata.

Isgrò, Pistoletto e Jacquet: cancellare, riflettere, guardare il futuro

Tra le opere esposte figurano anche i due libri Manifesto del cambiamento e Manifesto for Change, “cancellati” da Emilio Isgrò: un intervento che porta la sua poetica della cancellatura all’interno del progetto, mettendo in discussione il rapporto tra parola, memoria e significato. Michelangelo Pistoletto propone invece un’opera specchiante capace di coinvolgere direttamente il pubblico. Il riflesso degli spettatori si intreccia con le onde dell’Oceano, creando una scena nella quale chi osserva entra fisicamente nella narrazione. Chiude il percorso una video installazione del regista premio Oscar Luc Jacquet, realizzata in collaborazione con MASI Film.

Youth and Future: mostra gratuita dedicata al futuro delle nuove generazioni

L’ingresso è gratuito e permette al pubblico di avvicinarsi a un progetto che mette al centro una domanda ancora aperta: quale società vogliamo costruire?

La risposta non viene affidata a una singola voce. È disseminata nei pensieri raccolti da Giovanni Caccamo, nelle opere degli artisti, nelle immagini delle performance e nei gesti che compongono il percorso espositivo. La mostra è realizzata grazie al sostegno di Banca Ifis e Ifis Art in qualità di main partner, con il supporto di Pulsee Luce e Gas, la media partnership di Urban Vision e la sponsorship tecnica di MAG.

Youth and Future, da Palazzo Reale al nuovo volume Treccani

In occasione dell’esposizione, Treccani pubblicherà Youth and Future – Parola ai Giovani, un volume antologico che ripercorre tutte le tappe del progetto dal 2021 a oggi. Il libro completa idealmente un percorso nato dalle parole e arrivato all’arte: una storia collettiva costruita attraverso migliaia di voci, opere, incontri e iniziative che provano a mettere in relazione le generazioni con le grandi questioni del presente. A Palazzo Reale, quelle parole tornano dunque a incontrare il pubblico. Non come risposte definitive, ma come domande aperte sul cambiamento, sulla responsabilità e sulla possibilità di immaginare un futuro diverso.

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