Dal 16 al 19 giugno 2026, Pitti Immagine Uomo 110 trasformerà ancora una volta Firenze nel centro nevralgico della moda maschile internazionale. Ma questa edizione promette qualcosa in più: un dialogo profondo tra innovazione, sostenibilità e nuove narrazioni estetiche, grazie a una line-up di ospiti che ridefiniscono i confini del menswear contemporaneo.

JiyongKim: la moda scolpita dal tempo

Tra i protagonisti più attesi spicca il brand JiyongKim, guidato dal designer Jiyong Kim, già celebrato a livello internazionale dopo il successo al LVMH Prize. A Firenze porterà un progetto-evento immersivo alla Fortezza da Basso, andando oltre il concetto tradizionale di sfilata. Il cuore della sua visione è il processo “Sun-Bleach”, una tecnica che affida alla natura il compito di trasformare i capi, rendendo ogni pezzo irripetibile.

Non solo moda, quindi, ma un’esperienza in cui abiti, spazio e tempo dialogano continuamente. Un approccio che riflette una filosofia slow e sostenibile, dove l’imperfezione diventa linguaggio estetico e testimonianza del cambiamento climatico.

Sunflower: minimalismo nordico, energia globale

Direttamente da Copenaghen arriva Sunflower, protagonista di uno speciale evento legato alla Copenhagen Fashion Week, che celebra il suo 20° anniversario. Fondato da Ulrik Pedersen, il brand incarna una filosofia chiara: fare le cose semplici, ma sempre meglio. Il risultato è un menswear essenziale, preciso, quasi musicale, come una canzone rock ben costruita.

La collaborazione con Pitti sottolinea il crescente dialogo tra Firenze e la scena nordica, sempre più influente grazie alla sua capacità di coniugare estetica pulita e solidità commerciale.

DSM Kei Ninomiya: libertà creativa senza etichette

Guest Designer di questa edizione sarà Kei Ninomiya con il progetto DSM Kei Ninomiya. Conosciuto per il suo lavoro in noir kei ninomiya, Ninomiya presenta a Firenze una collezione menswear Primavera-Estate 2027 che segna un’evoluzione importante: meno strutture complesse, più apertura a un guardaroba inclusivo, ageless e agender.

Il risultato è una moda che rifiuta definizioni rigide e si apre a una pluralità di identità, mantenendo intatta la forza concettuale che ha reso il designer uno dei nomi più rispettati della scena contemporanea.

Simone Rocha: il romanticismo ribelle entra nel menswear

A chiudere il quadro, la presenza di Simone Rocha, Guest Designer della manifestazione con la sua prima sfilata interamente dedicata al menswear. Il suo stile, inconfondibile, mescola romanticismo gotico, memoria personale e contaminazioni culturali tra Irlanda e Hong Kong. Il risultato? Un guardaroba emozionale, stratificato, capace di sfidare le convenzioni di genere e di epoca.

In un momento in cui il menswear tende spesso alla prudenza, Rocha sceglie la strada opposta: creare mondi, non seguire trend. I suoi look sono cortocircuiti visivi, dove poesia e trasgressione convivono in equilibrio perfetto.

Firenze come laboratorio globale

Questa edizione di Pitti Uomo non è solo una vetrina, ma un vero laboratorio culturale. Dalla sperimentazione materica di Jiyong Kim al minimalismo nordico di Sunflower, passando per la libertà concettuale di Kei Ninomiya fino al romanticismo audace di Simone Rocha, emerge un messaggio chiaro: il futuro della moda maschile è plurale, fluido e profondamente connesso al mondo. E Firenze, ancora una volta, si conferma il luogo ideale dove tutto questo prende forma.