Alle Giubbe Rosse, l’eccellenza di Sentaku Izakaya e la purezza di Altamura Vodka si fondono con le creazioni dello Chef Marco Alimena in un percorso di pairing senza precedenti

L’eleganza è un gioco di equilibri, un dialogo costante tra materie prime d’eccezione e visione creativa. Le Giubbe Rosse, storico tempio del Futurismo fiorentino, hanno ospitato un evento che ha ridefinito i confini della miscelazione e del gusto, accogliendo il team di Sentaku Izakaya, realtà che in soli due anni si è imposta come uno dei principali cocktail bar di Bologna e punto di riferimento nella classifica Top 500 Bar.

Il fulcro dell’evento è stato l’incontro tra l’estro di Andrea Guarnieri (Sentaku) e la maestria di Raffaele Morrone (Giubbe Rosse), supportati dalla qualità superiore di Altamura Vodka.

Il bartender Andrea Guarnieri di Sentaku Izakaya

Il Protagonista: Milkyball e l’Eleganza del Tè Cinese

Tra le creazioni della serata, il Milkyball ha rappresentato il vertice della ricerca tecnica di Andrea Guarnieri. Realizzato in collaborazione con Altamura Vodka, il drink celebra la complessità attraverso la purezza:

L’Ingrediente Segreto: La soda al Milky Oolong. Questo pregiato tè originario della Cina è celebre per i suoi naturali sentori di vaniglia e latte, che conferiscono al cocktail una rotondità vellutata.

Cocktail Milkyball con Altamura Vodka, soda al tè Milky Oolong e banana liofilizzata alle Giubbe Rosse.

La Tecnica: Il blend viene interamente gasato per ottenere un perlage finissimo, capace di esaltare le note aromatiche della vodka e del tè.

Il Dettaglio: Servito con una piccola banana liofilizzata, un richiamo visivo e gustativo che chiude il cerchio di un’esperienza sensoriale complessa.

L’Alchimia del Gusto: La Proposta di Chef Marco Alimena

In questo scenario di avanguardia, la cucina gioca un ruolo paritetico e fondamentale. Lo Chef Marco Alimena ha ideato per l’occasione un percorso gastronomico capace di dialogare con la complessità dei cocktail, intrecciando la solidità della materia prima italiana con suggestioni tecniche orientali.

La proposta culinaria si distingue per equilibrio e carattere:

Tradizione e Fuoco: Lo spiedino di mortadella alla brace, un ritorno alle origini nobilitato dalla cottura ancestrale.

Sperimentazione: Il dorayaki salato, farcito con uno stracotto di guancia avvolgente, salsa verde e il tocco acido della maionese al limone fermentato.

Street Food d’Élite: Il bao con pollo fritto, impreziosito da maionese giapponese, cavolo croccante e la sapidità del caviale.

Eleganza Materica: Lo shokupan, un crostino di pane al latte tostato che accoglie la delicatezza della ricciola oceanica, la profondità del ponzu e l’esplosione delle uova di salmone.

Lo Chef Marco Alimena di le giubbe rosse

Percorso di Degustazione: Cocktail & Food

CocktailFood Pairing d’AutoreCaratteristiche del Piatto
Gaijin (Vodka, Sakè, Shiso)Shokupan con ricciolaCrostino di pane al latte, ricciola oceanica, ponzu e uova di salmone.
Milkyball (Altamura Vodka, Milky Oolong)Bao con pollo frittoMaionese giapponese, cavolo e il tocco prezioso del caviale.
Polibibita FuturistaDorayaki salatoStracotto di guancia, salsa verde e maionese al limone fermentato.
Signature SelectionSpiedino di mortadellaCotta alla brace, un ritorno alle origini con tecnica contemporanea.
cocktail alle giubbe rosse a firenze

La serata ha dimostrato come la miscelazione d’autore a Firenze e Bologna stia vivendo un’età dell’oro. La scelta delle Giubbe Rosse di puntare su collaborazioni di alto profilo e su ingredienti ricercati, come il tè Milky Oolong o la nobiltà del grano di Altamura Vodka, conferma la volontà di mantenere vivo lo spirito d’avanguardia del locale.

vodka altamura

Scegliere di puntare sul dialogo tra cucina d’autore, come quella di Marco Alimena, e miscelazione d’avanguardia significa onorare Firenze e il suo legame indissolubile con il bello. Questo appuntamento rafforza l’idea che l’eccellenza oggi nasca dall’incontro: tra chef e bartender, tra storia e futuro, tra il cuore della Toscana e le suggestioni del mondo. Non si è trattato solo di un evento, ma di un racconto corale dove il “particolare” ha fatto realmente la differenza, tra precisione nipponica, calore italiano e quella visione futurista che, oggi come ieri, continua a stupire.