Gianmatteo Malchiodi antiquario di Piacenza

malchiodi

Ho frequentato la facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna per accorgermi al terzo anno che trovavo tutto di una noia mortale e decisi quindi di dedicarmi a quello che fin da piccolo mi aveva appassionato: gli oggetti, il decor di interni e le curiosità.

Ho preso un inutile diploma allo IED per poi finalmente poter lavorare davvero con la mia testa, seguendo la mia sensibilità. Dopo aver vissuto per qualche anno a Milano ho deciso di tornare a vivere nella campagna piacentina nella casa di famiglia di mia madre dove ho trovato gli spazi per raccogliere ed esporre le mie trouvailles e dedicarmi finalmente all’altra mia passione che è quella per le piante, ora posso dedicare il tempo libero a fare il giardiniere e il contadino. Non c’è attività che mi faccia sentire meglio del lavorare la terra, è una sorta di yoga per me, una specie di ricongiungimento col tutto”.

Gianmatteo ama il risotto alla milanese perché era il piatto che veniva cucinato quasi sempre la domenica quando da bambino andava in campagna. Si veste con cose nuove e cose riciclate dal guardaroba del nonno, non ama i look troppo affettati.

Tuo sogno?
Che gli italiani prendano coscienza del paesaggio e del territorio smettendola di abusare in maniera così grossolana del loro paese”.
A cosa non rinunceresti

Mai al tempo per sognare, è fondamentale avere un cantuccio in cui ritirarsi e non farsi trovare per potersi prendere il tempo per pensare, mettere in ordine le idee e ogni tanto capire cosa vogliamo da noi stessi e dove vogliamo andare”.

Cos’è per te la bellezza?
Bellezza ed eleganza sono due valori oggi maltrattati e distorti, due valori che sono nella testa prima che nell’immagine di una persona. Troppi non capiscono quanto possa portare benessere all’anima vivere in un ambiente piacevole, in un territorio ben conservato, troppo spesso la bellezza viene associata alla ricchezza e al lusso (una parola che aborro tout court per quello a cui oggi viene collegata) invece spesso basterebbe lasciare tutto com’è. Consiglio a tutti di leggere “I luoghi e la polvere” di Roberto Peregalli. Il bello non è superfluo”.

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Noi abbiamo una sola vita: se anche avessi fortuna, se anche raggiungessi la gloria, di certo sentirei di aver perduto la mia, se per un solo giorno smettessi di contemplare l’universo. M.Y.”.

 


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